Faunistica,  Programma di Monitoraggio Ambientale,  Studio di Impatto Ambientale

Monitoraggio faunistico di un’area dell’Appennino centrale


Programma di Monitoraggio Ambientale della componente ambientale faunistica

Nel corso della primavera-estate 2023 è stato condotto il monitoraggio faunistico di un’area dell’Appennino centrale, nell’ambito del Programma di Monitoraggio Ambientale (PMA), parte integrante dello Studio di Impatto Ambientale relativo al progetto di realizzazione di una nuova infrastruttura energetica nella Regione Abruzzo.

Il PMA è stato redatto conformemente alle “Linee Guida per la predisposizione del Progetto di Monitoraggio Ambientale (PMA) delle opere soggette a procedure di VIA (D.Lgs 152/2006 e s.m.i.; D.Lgs. 163/2006 e s.m.i.)”, che forniscono indicazioni metodologiche e operative per la predisposizione del PMA, stabilendo criteri e metodologie omogenei.

Nel presente PMA sono state individuate due Aree di indagine che rispondono ai seguenti criteri:

  • Area di Studio Principale: ottenuta creando un buffer avente raggio di 1 km (superficie 314,2 ha) il cui centro corrisponde alla posizione dell’area di progetto. Essa rappresenta la porzione di territorio entro la quale più probabili sono i potenziali impatti significativi sulla componente indagata, generati dalla realizzazione/esercizio dell’opera;
  • Area di Studio Vasta: ottenuta creando, secondo lo stesso criterio, un buffer avente raggio di 5 Km (superficie 7.854,0 ha). Sebbene essa includa porzioni di territorio in cui non sono attesi impatti ambientali significativi, si caratterizza per la presenza di aree sensibili (siti della Rete Natura 2000 e zone umide).

Oltre l’80% del territorio sottoposto ad indagine è compreso tra le quote di 250 e 750 metri s.l.m.; la fascia altitudinale più rappresentata è quella compresa tra i 250 ed i 350 metri s.l.m. che occupa circa il 22% dell’intero territorio indagato. L’intervallo altitudinale che caratterizza l’area di studio è contrassegnato da una copertura vegetale varia e frammentata che nella sua componente forestale è rappresentata da boschi di querce caducifoglie, mentre il paesaggio agricolo è dominato dalle colture estensive (seminativi, oliveti e vigneti).

La scelta delle Componenti faunistiche indagate è dipesa dalle loro caratteristiche di sensibilità nei confronti delle azioni perturbatrici potenzialmente introdotte nell’ambiente naturale dalla realizzazione e dall’attività delle opere in progetto:

  • Odonati: monitoraggio sistematico su percorsi campione e monitoraggio opportunistico da punti di osservazione;
  • Anfibi: monitoraggio sistematico su percorsi campione e monitoraggio opportunistico da punti di osservazione;
  • Rettili: monitoraggio sistematico su percorsi campione, monitoraggio opportunistico e road mortality;
  • Chirotteri: rilievo bioacustico da punti di ascolto e rilievo bioacustico lungo transetti;
  • Mesomammiferi: monitoraggio sistematico su percorsi campione e monitoraggio mediante foto-trappole (Camera trap).
Area di studio Principale (buffer 1km), Vasta (buffer 5km) e monitoraggi faunistici condotti.

Per gli Odonati, nelle aree di studio sono state rilevate 23 specie (12 Zigotteri e 11 Anisotteri), che rappresentano il 24,0% di quelle segnalate in Italia (96 specie) ed il 46,0% di quelle segnalate per la regione Abruzzo (50 specie) (Riservato et al., 2014). Dal punto di vista biogeografico, si sottolinea come il 30,4% delle specie contattate abbia un’ampia diffusione nella regione Eurocentroasiatico-mediterranea, mentre il 26,1% è limitato a quella Europea. Meno rappresentata risulta la componente Afrotropicale-Indiano-Mediterraneo (13,0%) costituita da tre specie (Anax imperator, Crocothemis erythraea, Sympetrum fonscolombii), mentre gli elementi meno rappresentati sono quelli Ovest-mediterranei (Calopteryx haemorrhoidalis), Centroasiatico-Europei (Libellula depressa) e Eurosibirici (Lestes dryas).

Scintilla zampenere (Pyrrhosoma nymphula) a sinistra e Frecciazzurra minore (Orthetrum coerulescens) a destra.

Nel corso del monitoraggio nell’area sono state rilevate 6 specie di Anfibi (2 Urodeli e 4 Anuri), che rappresentano il 40,0% di quelle segnalate in Abruzzo (15 specie) ed il 75,0% di quelle segnalate nell’area di studio vasta sulla base della bibliografia disponibile (Ferri et al., 2007). Per quanto riguarda gli aspetti biogeografici, la comunità di Anfibi delineata dal monitoraggio è dominata da elementi endemici appenninici (Lissotriton italicus e Rana italica) e da quelli europei (Triturus carnifex, Lissotriton vulgaris meridionalis e Bufo bufo).

Tritone punteggiato italiano (Lissotriton vulgaris meridionalis) a sinistra e Rana appenninica (Rana italica) a destra.

I Rettili rilevati nell’area nel corso del monitoraggio appartengono a 9 specie (5 Sauri e 4 Serpenti), che rappresentano il 56,3% delle specie appartenenti all’ordine degli Squamati segnalate in Abruzzo (16 specie) ed il 75,0% di quelle segnalate nell’area di studio vasta sulla base della bibliografia disponibile (Di Tizio et al., 2008). Per quanto riguarda gli aspetti biogeografici, il monitoraggio restituisce una comunità erpetologica dominata da specie dell’Europa centro-occidentale (Podarcis siculus, Podarcis muralis, Lacerta bilineata, Chalcides chalcides, Tarentola mauritanica, Natrix tessellata, Natrix helvetica, Coronella girondica, Hierophis viridiflavus, Elaphe quatuorlineata, Zamenis longissimus e Vipera aspis) mentre l’unico endemismo italiano è rappresentato dall’Orbettino italiano (Anguis veronensis).

Geco comune (Tarentola mauritanica) a sinistra e Biacco (Hierophis viridiflavus) a destra.

Le specie di Uccelli complessivamente rilevate nell’area sono 65 (22 non-Passeriformi e 43 Passeriformi), che rappresentano il 20,2% di quelle segnalate in Abruzzo (322 specie) ed il 41,1% di quelle che si riproducono nella regione (158 specie) (Pellegrini et al., 2007); dal punto di vista biogeografico si sottolinea come il 29,2% delle specie contattate abbia un’ampia diffusione nella regione Paleartica e Paleartica-Orientale, mentre il 12,3% è limitato a quella Europea ed Eurocentroasiatico-mediteranea. Discreta risulta la componente oloartica (9,2%) costituita da sei specie (Gufo comune, Ballerina gialla, Rondine, Scricciolo, Gazza e Corvo imperiale), mentre gli elementi mediterranei sono rappresentati da un’unica specie (Sterpazzolina) e gli endemismi italiani da una sola specie (Passera d’Italia).

Nibbio reale (Milvus milvus) a sinistra e Averla piccola (Lanius collurio) a destra.

Nel complesso è stata accertata l’attività di 9 specie di Chirotteri, 8 rilevate attraverso il monitoraggio bioacustico (Barbastello Barbastella barbastellus, Pipistrello di Savi Hypsugo savii, Vespertilio di Daubenton Myotis daubentonii, Pipistrello albolimbato Pipistrellus kuhlii, Pipistrello nano Pipistrellus pipistrellus, Pipistrello pigmeo Pipistrellus pygmaeus, Molosso di Cestoni Tadarida teniotis e Miniottero Miniopterus schreibersii) ed una, il Vespertilio smarginato (Myotis emarginatus), rilevata a seguito del ritrovamento di un sito di riposo diurno occupato da tre individui.

Pipistrello di Savi (Hypsugo savii) a sinistra e Vespertilio smarginato (Myotis emarginatus) a destra.

Le specie di Mammiferi di medie dimensioni rilevate nell’area sono 12 (1 Erinaceomorfo, 1 Soricomorfo, 1 Lagomorfo, 2 Roditori, 5 Carnivori e 2 Artiodattili); dal punto di vista del rischio di estinzione a livello nazionale, si segnala il Lupo appenninico (Canis lupus italicus), segnalato su non meno di 11 transetti e in 4 siti di monitoraggio mediante foto-trappole, cui è attribuita una categoria di minaccia ‘Vulnerabile’ (VU). Particolarmente rilevante anche la presenza di Gatto selvatico (Felis silvestris), segnalato su almeno 1 transetto e in 2 siti di monitoraggio mediante foto-trappole, che rientra nella categoria di minaccia ‘Quasi Minacciata’ (NT) poiché, non si hanno a disposizione dati sufficienti per definire il trend e la consistenza della popolazione, e i dati sull’ibridazione sembrano essere preoccupanti.

Lupo appenninico (Canis lupus italicus) a sinistra e Gatto selvatico (Felis silvestris) a destra.

Riferimenti bibliografici

  • Di Tizio L., Pellegrini M., Di Francesco N., Carafa M. (Eds), 2008: Atlante degli Rettili d’Abruzzo. Ianieri-Talea Edizioni, Pescara.
  • Ferri V., Di Tizio L., Pellegrini M. (Eds), 2007. Atlante degli Anfibi d’Abruzzo. Ianieri-Talea Edizioni, Pescara.
  • Pellegrini M., Antonucci A., Artese C., Carafa M., Cirillo M., De Sanctis A., Dundee V., Lalli G. & Strinella E., 2007. Check-list degli uccelli d’Abruzzo. Riv. ital. Ornit. 77(1): 27-38.
  • Riservato E., Fabbri R., Festi A., Grieco C., Hardersen S., Landi F., Utzeri C., 2014. Lista rossa IUCN delle Libellule Italiane. Comitato italiano IUCN e Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
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