Faunistica

CFU Boscoincittà 2019 – II

Indagini preliminari sul Gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii)



  • Il gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii) è un crostaceo d’acqua dolce originario degli Stati centro-meridionali nordamericani che oggi presenta una distribuzione praticamente cosmopolita, essendo stato ormai introdotto in tutti i Continenti con esclusione dell’Australia, dell’Artide e dell’Antartide. La specie è stata introdotta in Europa per la prima volta in Spagna nel 1973 ed è segnalata ad oggi in 13 paesi. In Italia è stata importata per acquacoltura dalla Spagna a fine anni ’80, ed in seguito alla fuga di alcuni esemplari e alla successiva stabilizzazione di popolazioni riproduttive in habitat naturali ha portato la specie ad essere presente in numerosi stagni, laghi e corsi d’acqua in gran parte del centro-nord, ma è stata segnalata anche in Sardegna, Sicilia e alcune aree del meridione.
  • Alcuni aspetti della biologia di P. clarkii quali la respirazione subaerea, il comportamento alimentare generalista ed opportunista, l’alta fecondità, la resistenza alle malattie, e l’estrema plasticità del suo ciclo biologico rendono questa specie aliena particolarmente abile a colonizzare nuovi territori e conseguentemente risulta difficile contrastarne la diffusione.
  • A partire dal mese di Luglio è stato intrapreso, in collaborazione con il CFU (Centro Forestazione Urbana) e sotto il coordinamento della Platypus srl, un progetto volto ad acquisire informazioni preliminari sulla popolazione di P. clarkii presente all’interno delle aree umide e della rete di canali del Boscoincittà.
  • I rilievi sono stati condotti complessivamente in 31 punti di campionamento, distribuiti in 18 zone umide (bacini e canali irrigui) che sono ampiamente in collegamento tra loro e rappresentative dell’intera rete idrica dell’area protetta.
Distribuzione dei punti di campionamento del Procambarus clarkii
  • Presso ciascun sito è stato garantito uno sforzo minimo di 3 notti consecutive di campionamento, mentre per 4 siti di monitoraggio è stato garantito un sforzo intensivo di 11 notti consecutive di campionamento.
  • Per ciascun esemplare catturato è stato determinato il sesso sulla base della presenza di gonopodi (maschio) o del ricettacolo seminale (femmine) e sono state prese alcune misure biometriche.
Operazioni di sessagglio di Procambarus clarkii in base alla presenza di gonopodi (maschio a sinistra) o del ricettacolo seminale (femmina a destra)
  • Nel corso della ricerca sono stati complessivamente catturati 239 P. clarkii (n.=101 estate, n.=138 autunno); il numero di individui di P. clarkii per trappola al giorno (indice CPUE = n. di gamberi / n. nasse*giorno) complessivo nelle due sessioni di monitoraggio è rimasto sostanzialmente invariato, attestandosi intorno ai 2 esemplari per trappola (2,10 in estate e 2,09 in autunno).
  • Se si confrontano i valori dell’indice CPUE calcolato sull’intero periodo di monitoraggio per le zone umide di campionamento, accorpando, quindi, le catture effettuate dalle diverse nasse che hanno operato nella medesima zona umida, è possibile osservare come i valori più alti sono quelli relativi alla rette di canali di irrigazione. In particolare emerge che le densità maggiori di gambero della Louisiana sono state registrate nelle zone umide che, indipendentemente dalle caratteristiche ecologiche (regime della corrente, profondità delle acque, estensione della vegetazione, ecc.), risultano meno frequentate dalle specie ittiche predatrici.
Rappresentazione grafica dell’indice CPUE calcolato per il monitoraggio di P. clarkii.
  • Durante il presente studio, sia durante la stagione estiva sia durante quella autunnale, sono stati campionati individui adulti sessualmente maturi di entrambi i sessi mentre non sono state rinvenute femmine accompagnate da uova o stadi giovanili; questa informazione, unitamente alla presenza di forme giovanili campionate soprattutto durante la stagione autunnale, suggerirebbe che anche per la popolazione monitorata l’accoppiamento potrebbe avvenire in primavera, mentre resta da valutare la possibilità di un possibile secondo picco riproduttivo in autunno inoltrato.

Settembre 2019

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